LAGERTAL


Viti sospese, tra lo scorrere del fiume Adige e terre forgiate da ataviche eruzioni vulcaniche. Acqua e fuoco hanno ritmato la lenta evoluzione paesaggistica, indiscutibilmente legata alla vite e dunque al carattere finale del vino. Che Isera - da sempre - custodisce e rilancia.

Poderi ora curati come giardini, terrazzamenti rurali, testimonianze di colture - citate in specifici documenti vendemmiali già nel 1644 - che da secoli trasformano l’uva in godibili sorsi di vino.

Terre basaltiche vocate alla vite, in stimolante giacimento geologico, l’idoneità specifica a vini essenziali, unici nello stile alpino che punta le Dolomiti, in piena sintonia con la fascinosa storia della Vallagarina.

La nostra visione enoica recupera e rinnova il concetto di ‘ager’, vocabolo latino che indica zona coltivabile in altura, quella che domina il flusso del fiume di fondovalle, sfruttando il prezioso microclima territoriale.
I vigneti sono incastonati sul versante solatio di Folaso, area con curiosi toponimi; alcuni richiamano ‘Brom’, luogo di vite, derivazione da Bromius, nome con cui i Romani invocavano il dio Bacco. Un legame da non disperdere. Ecco perchè abbiamo ‘ager’ nella radice del nome, fortemente radicato - è il caso di ribadirlo - con il nostro progetto enologico.

Non solo ‘ager’ è il singolare corroborante territoriale: pure ‘tal’ scaturisce dalla secolare declinazione ‘agri vallis’ = valle coltivata sopra il rio, nonché da preziose citazioni dei Cimbri ( comunità montanara già presente sulla sponda opposta a Isera) che indicavano l’acqua di fondovalle con la voce ‘Tal’.

Lagertal, simbiosi per tutelare il passato interpretando l’attualità. Con vini da assaporare per buoni pensieri.